Una missione archeologica congiunta, egiziana e spagnola, ha scoperto a Dra Abu el-Naga una sepoltura della XVII Dinastia.

La necropoli è conosciuta anche come Necropoli Tebana, ed ospita le tombe dei nobili del Nuovo Regno. È dal 2002 che il prof. José Galán dirige il “Proyecto Djehuty“, legato allo scavo delle tombe TT11 e TT12, appartenenti rispettivamente a Djhwty, “Supervisore del tesoro e dei sacerdoti di Hermopolis”, e Hery, “Supervisore del granaio della moglie del re e della madre del re Ahhotep”.

La Scoperta

La scoperta è stata effettuata proprio di fronte al cortile della TT11. All’interno della sepoltura gli archeologi hanno rinvenuto un sarcofago di legno realizzato da un singolo pezzo di sicomoro; l’esterno è completamente dipinto di bianco, mentre l’interno di rosso. La bara, che misura 1,75×0,33 m, contiene la mummia di una donna di circa 15-16 anni in pessimo stato di conservazione. Il corpo giace sul lato destro e porta al collo quattro collane unite tra loro tramite una clip di ceramica:

  • la prima è lunga 70 cm ed è composta da perle colorate di blu;
  • la seconda misura 62 cm ed è composta da perle di maiolica e pasta vitrea;
  • la terza è la più bella, misura 61 cm ed è composta da 74 pezzi realizzati in corniola, ambra, ametista, quarzo e faïence; sono presenti inoltre due scarabei, uno dei quali ricorda il dio Horus, e cinque amuleti in maiolica;
  • la quarta è composta da diversi fili di perle in maiolica legate tra loro mediante un anello

Nella stessa area, è stato individuato un pozzo contenente un paio di sandali di cuoio tinti di rosso, un paio di palline di cuoio legate insieme, un paio di gatti, un caribù ed una rosa. Il tutto è in ottimo stato di conservazione e probabilmente apparteneva ad una donna. In base alle rappresentazioni nelle altre tombe, forse gli oggetti servivano per fare sport o per un qualche tipo di danza.

Sempre in quest’area, nel 2017, il team diretto dal prof. Galán fece un’altra importantissima scoperta, la prima evidenza di un giardino funerario. (Leggi articolo).

Foto ©Ministry of Antiquities وزارة الآثار ©Proyecto Djehuty