Un nuovo studio ha permesso di scoprire le cause della morte della cosiddetta “mummia della donna urlante”.

Il corpo fu scoperto nella cachette di Deir el-Bahari nel 1881. Durante la XXI e XXII Dinastia, i sacerdoti egizi scelsero questo luogo per nascondere le mummie reali. In questo modo evitarono che i loro corpi fossero profanati dai ladri. Fra le mummie dei più grandi faraoni della storia egizia, ce n’erano due che suscitarono subito una certa curiosità: la “mummia dell’uomo E” e la “mummia della donna urlante”.

Per quanto riguarda il primo individuo, con ogni probabilità si tratta del principe Pentewere, figlio del faraone Ramesse III, che partecipò ad una congiura di palazzo ordita da sua madre, la regina Tiye. Uno studio del 2012 ha infatti scoperto le cause della morte del faraone, rispolverando un caso vecchio di 3000 anni. Qui potete trovare l’articolo: https://www.bmj.com/content/345/bmj.e8268

Ma se il corpo del principe Pentewere aveva subito una mummificazione sommaria e soprattutto era avvolto in una pelle di capra, la “mummia della donna urlante” presenta una mummificazione di qualità. Ma l’urlo eterno stampato sul suo volto ha da sempre rappresentato un enigma.

Uno studio condotto dall’immancabile Zahi Hawass e da Sahar Saleem, professore di radiologia presso l’Università del Cairo, ha permesso di far luce su questo mistero lungo 3000 anni.

Una morte improvvisa

Il corpo appartiene ad una donna di 50-60 anni, a cui furono asportati gli organi interni ad eccezione del cervello. Questa era una pratica comune per i reali, di conseguenza il corpo potrebbe appartenere ad un membro della famiglia reale. Secondo Hawass, potrebbe trattarsi della principessa Meritamon, figlia del faraone Seqenenra Ta’o (1595-1555 bce c.ca). Tra l’altro, anche la mummia di questo faraone, ritrovata nello stesso nascondiglio, presenta delle caratteristiche molto particolari. Sul cranio sono presenti diverse ferite da taglio, di cui una causata sicuramente da un’ascia Hyksos. Secondo alcuni egittologi Seqenenra Ta’o morì sul campo di battaglia, secondo altri fu giustiziato dal re nemico dopo aver perso una battaglia. Qui potete trovare l’articolo sul faraone Seqenenra Ta’o: http://www.gizapyramids.org/static/pdf%20library/pasquali_jarce45_2009.pdf)

Il CT-scan ha rivelato che la donna soffriva di una grave forma di arteriosclerosi, che aveva ostruito diverse arterie. Con ogni probabilità fu quindi stroncata da un infarto e ritrovata morta dopo diverse ore. Tuttavia, il corpo, scomposto dagli spasmi, era già stato colpito dal rigor mortis. I sacerdoti furono quindi costretti a mummificarla con il corpo contorto. Sarebbe questo il motivo per cui il corpo si presenta in questa situazione strana: le gambe accavallate, la testa reclinata all’indietro ed il volto contorto in un eterno urlo di dolore.

Photo credits ©Zahi Hawaas

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